Il peso della nostra alimentazione sull’intero ecosistema

Quando facciamo la spesa o mettiamo in tavola alimenti prelibati, non pensiamo a quanta strada hanno percorso per arrivare fin da noi, o più semplicemente quante tonnellate di CO2 sono state emesse nell’atmosfera per la loro produzione e trasporto. In poche parole, il settore alimentare è quello che più di tutti ha un impatto negativo sull’ecosistema, e la produzione intensiva e di massa per sopperire alla richiesta di certo non aiuta a frenare la situazione.

Importazione e produzione intensiva. Tavole imbandite a scapito della Terra

Pensiamo per un attimo a quanti alimenti consumiamo che sono d’importazione e affrontano viaggi lunghissimi in aereo per raggiungere il nostro paese, dai vini alla frutta, tutto ciò che è prodotto all’estero per arrivare a noi deve affrontare una lunga trafila, aumentandone il prezzo finale. Ma non è solo questo il problema che incide sull’ambiente. Come sempre, la produzione di carne torna a far parlare di sé, contribuendo con il 22% di gas serra prodotto annualmente della terra, mentre le deforestazioni continuano senza sosta per lasciare spazio a pascoli sempre più numerosi, e secondo le Nazioni Unite, il 70% di questi terreni è in via di desertificazione.

La soluzione è nell’acquisto responsabile

Sempre più quantità di carne per un numero sempre maggiore di persone a scapito del nostro ambiente. È questo l’atteggiamento del mercato alimentare che sta totalmente prosciugando le risorse del nostro pianeta, e tornare indietro è davvero difficile se tutti non ci impegniamo, anche nel nostro piccolo, ad invertire la rotta e le nostre abitudini. In particolar modo, è davvero importante cercare di acquistare prodotti locali o comunque del proprio paese, per evitare quanto più possibile le importazioni di prodotti esteri che richiedono spese di trasporti inimmaginabili, cosi come emissioni nell’atmosfera sempre più pesanti. Meglio quindi prediligere prodotti locali e di stagione, fare una spesa più studiata nel dettaglio e sicuramente preferire proteine vegetali a quelle animali, tenendo presente che in questo modo potremo ridurre del 75% lo sfruttamento globale dei terreni agricoli. Stesso discorso vale per l’acquisto del pesce: meglio scegliere le specie non in via di estinzione e ragionare sempre in base a stagionalità e località. Qualche altra accortezza dovremmo averla anche nelle quantità, ovvero cercare di ridurre gli sprechi e smettere di comprare in eccesso, così come meglio orientarsi su cibi biologici e poco trattati e quelli non eccessivamente imballati. Sicuramente non è facile cambiare repentinamente le proprie abitudini, ma è sicuramente l’unica nostra alternativa al deperimento di tutto l’ecosistema. La nostra azienda CBF Laboratori, a Montecastrilli in provincia di Terni, si occupa da anni della salvaguardia dell’ambiente a 360°. Ci occupiamo di analisi chimiche  e ambientali per constatare la salute del terreno, dell’atmosfera e dell’acqua, ci occupiamo dello smaltimento dei rifiuti e grazie anche a collaborazioni con enti di ricerca, effettuiamo perizie ambientali dettagliate grazie alle più moderne e avanzate tecnologie. La salvaguardia dell’ambiente è il nostro obiettivo e siamo a vostra disposizione per fornirvi qualunque tipo di informazione o rispondere alle vostre richieste. Potete venirci a trovare nella nostra sede in Via dello Scalo 6, chiamarci al numero 0744.1923202 o ancora inviandoci un’email all’indirizzo studiotecnicobf@libero.it.

consumo di carne e inquinamento